dove eravamo rimasti

…com’è questo vino 2013? disastro annunciato, visto la partenza umida, il flagello dei caprioli finendo con uve ammuffite ed in mosti con valori chimici da sballo…

I mesi passano, meno di due ma più che sufficienti, le premesse e gli auspici da grattacapi e bile…oggi si stemperano in sorrisi distesi di soddisfazione.

I prodigi della natura seguono logiche poco ortodosse, e la chimica organica inaspettatamente alle previsioni ci regala spesso sorprese; ad oggi i vini son fatti e messi a pulito, grande la soddisfazione. Acidità totali normalizzate per chi sa quali alchimie e commistioni tra elementi senza interventi esterni, le volatili basse, la conversione malica fatta a cantina fredda (questo è davvero un prodigio considerando che l’annata 2012 l’ha fatta la scorsa estate a luglio), i colori carichi e brillanti, gli aromi ed i sapori fruttosi e croccanti.

Oltre al fattore C, forse un segreto in tutto questo c’è, ed è con piacere che lo svelo: l’accorgimento di non solfitare i mosti fin dall’inizio del processo di vinificazione, in modo da valorizzare le azioni e le virtù dei lieviti selvaggi, in sinergia di quelli selezionati.

Guai a chi dice che il numero 13 porta jella e che il metabisolfito di potassio è un male necessario.

Immagine

nel bicchiere Chianti Classico 2013

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